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IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA (I.M.U.) 2014

 
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Con la Legge 27 dicembre 2013 n.147 il Governo ha stabilito che l’IMU non si applica:

- all’abitazione principale e relative pertinenze ad eccezione di quelle classificate nella categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

- alle seguenti unità immobiliari anche se accatastate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9:

• alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;

• a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000 n.139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;

• alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari;

• ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.146 del 24 giugno 2008;

- ai fabbricati rurali ad uso strumentale.

Si ricorda inoltre che con il Decreto Legge 31.08.2013 n.102 convertito nella Legge 28.10.2013 n.124 il Governo ha stabilito che a decorrere dall’anno 2014 sono esenti dall’IMU i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati.

Esclusivamente per i fabbricati iscritti o iscrivibili nel gruppo catastale D l’imposta deve essere versata interamente allo Stato. Per tutti gli altri immobili l’imposta dove essere versata interamente al Comune.




ACCONTO 2014

In base all’articolo 13, comma 13-bis, del Decreto Legge n.201/2011 convertito nella Legge n.214/2011, il versamento della prima rata dell’IMU è eseguito sulla base dell’aliquota dell’anno precedente.

Pertanto in sede di acconto 2014 devono essere applicate le seguenti aliquote:
- 0,4% per l’abitazione principale (solo se classificata nella categoria catastale A/1 oppure A/8 oppure A/9) e relative pertinenze;
- 0,76% per gli altri immobili
 

Immobili-merce: per l’esenzione IMU attenti all’obbligo di dichiarazione

Immobili-merce: per l’esenzione IMU attenti all’obbligo di dichiarazione
L’art. 13, comma 9 bis, D.L. n. 201 del 2011, dispone, nella versione così riformata dall’art.2, comma 2, del D.L. 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 ottobre 2013, n. 124, che “a decorrere dal 1° gennaio 2014 sono esenti dall’imposta municipale propria i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati”.

Si tratta di una previsione, in buona sostanza, analoga a quella già operante per il secondo semestre 2013. Infatti, il primo comma del già citato art. 2 già aveva previsto, per le imprese edili, l’esonero, per l’anno 2013, dal pagamento “della seconda rata dell’imposta municipale propria di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, relativa ai fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati. Per il medesimo anno l’imposta municipale propria resta [comunque] dovuta fino al 30 giugno”.

In altre parole, in presenza di specifiche condizioni, il decreto esclude, dagli obblighi di versamento dell’Imu previsti per il secondo semestre 2013, nonché per gli anni a partire dal 2014, i beni merce presenti nel cd. “magazzino” delle imprese edili.

L’attuale formulazione delle suindicate disposizioni è apparsa, fin da subito, incerta sotto taluni specifici aspetti, in particolare, sulla corretta individuazione circa le fattispecie di fabbricati destinatari del beneficio fiscale in questione.

A suscitare non pochi dubbi circa l’ambito applicativo della norma, ad esempio, l’utilizzo da parte del legislatore del termine “costruiti”, che lasciava intendere un’interpretazione tutt’altro che estensiva della disposizione de qua, in base alla quale il beneficio fiscale riguardava i soli fabbricati di nuova costruzione e non anche, per contro, quelli oggetto di interventi di recupero pesante, così come definiti dall’art. 3 del D.P.R. n. 380 del 2001 e, prima ancora, dall’art. 31 della L. n. 457 del 1978 – restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica.

La risoluzione del Dipartimento delle Finanze 11 dicembre 2013, n. 11/DF, resa in risposta ad un quesito avanzato a tal riguardo dall’Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili), ha chiarito ogni dubbio, asserendo che debba ritenersi ascritto al concetto di “fabbricati costruiti” anche il fabbricato acquistato dall’impresa costruttrice e sul quale la stessa abbia proceduto “a interventi di incisivo recupero, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettere c), d) e f) del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380”.
Infatti, “dal contenuto della norma in commento, si evince che il legislatore ha operato un’equiparazione tra i fabbricati oggetto degli interventi di incisivo recupero di cui al citato art. 3, comma 1, lett. c), d) e f), del D.P.R. n. 380 del 2001 e i fabbricati in corso di costruzione. I primi, infatti, sono, alla stregua dei secondi, considerati, ai fini della determinazione della base imponibile IMU, area fabbricabile fino all’ultimazione dei lavori”.

È chiaro, dunque, che il beneficio dell’esenzione dal pagamento dell’Imu previsto per il secondo semestre 2013, nonché a partire dal 1° gennaio 2014, riguarda entrambe le categorie di fabbricati, quelli di nuova costruzione e quelli derivanti da interventi di recupero pesante, che, del resto, una volta ultimati, si ritrovano nella medesima situazione economica e giuridica dei primi, per cui sarebbe ingiustificata una scelta legislativa tale da creare disparità nel trattamento fiscale ad essi riservato.
Ai fini dell’esenzione è, dunque, necessario che:

  •  i lavori di costruzione ovvero di recupero pesante siano ultimati;
  •  il fabbricato ultimato sia destinato dall’impresa costruttrice alla vendita;
  •  l’unità immobiliare non sia locata.

Ulteriore condizione necessaria per l’ottenimento del beneficio fiscale in oggetto è l’obbligo dichiarativo previsto dal comma 5 bis del già più volte citato art. 2, D.L. n. 102 del 2013, ai sensi del quale “ai fini dell’applicazione dei benefici di cui al presente articolo, il soggetto passivo presenta, a pena di decadenza entro il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni di variazione relative all’imposta municipale propria, apposita dichiarazione, utilizzando il modello ministeriale predisposto per la presentazione delle suddette dichiarazioni, con la quale attesta il possesso dei requisiti e indica gli identificativi catastali degli immobili ai quali il beneficio si applica. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sono apportate al predetto modello le modifiche eventualmente necessarie per l’applicazione del presente comma”.

Pertanto, entro il prossimo 30 giugno, i titolari dei beni merce oggetto della normativa in esame, dovranno, in via obbligatoria, presentare l’apposita dichiarazione IMU per certificare il possesso dei requisiti previsti ai fini dell’agevolazione riconosciuta, nonché per illustrare dettagliatamente quali tra gli immobili posseduti abbiano diritto all’esenzione.

Qualora tale adempimento venisse disatteso, decadendo il regime di esonero, il contribuente risulterebbe accertabile per il mancato pagamento dell’IMU sia per l’anno 2014 che per la seconda rata 2013.